CARDO MARIANO PER IL FEGATO

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Il Cardo Mariano è un ottimo rimedio naturale per aiutare  e curare il fegato

Il cardo mariano, scientificamente noto come Silybum Marianum, è una pianta erbacea annuale o biennale, presente nei territori a clima mite temperato, come il bacino del Mediterraneo, dai cui frutti si estrae una droga, utilizzata tradizionalmente nella medicina popolare per le sue proprietà epatoprotettive ed anti-avvelenamento.
Più precisamente, la caratterizzazione chimico-biologica di questi estratti ha dimostrato la presenza, in percentuali stimate tra l’1 ed il 3%, di antiossidanti noti come flavonolignani, compresi tutti nella cosìddetta Silimarina, il cui costituente principale è rappresentato dalla Silibina.
POTERE FITOTERAPICO DEL CARDO MARIANO
Dall’identificazione molecolare della silimarina, si sono succeduti molti studi impegnati nella definizione delle proprietà terapeutiche di questi composti e del loro meccanismo d’azione.
Nonostante la maggior parte degli studi presenti in letteratura, si concentri sugli effetti di questi principi attivi su modelli animali o su culture cellulari, è possibile riassumere il potere fitoterapico del cardo mariano nelle seguenti attività:

- Attività antiossidante, particolarmente intensa a livello delle piastrine, dei fibroblasti e degli epatociti ed utile ad inibire la perossidazione lipidica, con la conseguente destrutturazione delle membrane cellulari;
- Attività epatoprotettiva, esercitata sia dalle suddette proprietà antiossidanti, utili a risparmiare l’epatocita dall’insulto ossidativo, sia da un'intrinseca attività antifibrogenica, molto importante in corso di epatopatie croniche;
- Attività antinfiammatoria, osservata in vitro, attraverso l’inibizione di NF-kB, principale fattore coinvolto nell’espressione di citochine infiammatorie. Differenti studi sono inoltre al lavoro per accertare il coinvolgimento della silimarina nella modulazione della via dell’acido arachidonico, che porta alla sintesi di importanti fattori pro infiammatori e proaterogenici;
- Attività antiproliferativa, molto probabilmente associata al controllo del ciclo cellulare, con un potenziale ruolo preventivo nella modulazione dell’iperplasia tumorale.

Nonostante i numerosi potenziali effetti terapeutici, ad oggi l’unico supportato da una letteratura rilevante, degno di applicazioni cliniche, è quello epatoprotettivo, dimostratosi efficace soprattutto in corso di epatopatie croniche, con evoluzione fibrotica, e acute, da avvelenamento da Amanita Phalloides.

MODALITÀ D'USO
Alla luce delle proprietà fitoterapiche ed epatoprotettive del cardo mariano, e in particolare della Silimarina, l’assunzione di 200 – 400 mg al giorno di questo principio attivo sembrano sufficienti ad instaurare un'azione antiossidante e protettiva del fegato.
E’ molto importante, tuttavia, accertarsi delle quantità espresse in etichetta, riferibili alla Silimarina titolata in Silibina.

EFFETTI COLLATERALI
Nonostante l’assunzione di Silimarina sia risultata molto ben tollerata  e priva di effetti collaterali clinicamente significativi, quando assunta alle normali dosi terapeutiche, è utile ricordare come questo principio attivo, agendo al livello dei mitocondri epatici, ed in particolare sul sistema enzimatico del citocromo P450, potrebbe determinare alterazioni farmacocinetiche importanti a carico di principi attivi metabolizzati dai suddetti enzimi come antidepressivi, antipsicotici,  beta-bloccanti, warfarin, paracetamolo e isionazide.

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