Principio delle ripetizioni forzate negative

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Precedentemente, abbiamo analizzato il principio delle ripetizioni forzate e quello delle ripetizioni negative. Quello che prendiamo ora in considerazione, fonde insieme le due tecniche: "forzate" +  "negative".

Si parte sempre dal presupposto che in una serie si sia arrivate al punto da non riuscire più a sollevare regolarmente e autonomamente il carico. Tenendo presente che siamo sempre più forti nella fase negativa (eccentrica) dell'esercizio, rispetto a quella positiva (concentrica), in questo momento saremo in grado, probabilmente, di eseguire con controllo la discesa del peso, ma non riusciamo a sollevarlo. A questo punto il compagno di allenamento (obbligatorio per questa tecnica) ci aiuterà il minimo indispensabile per sollevare il carico, poi, nella parte negativa, sempre il compagno di allenamento spingerà sul peso, in modo non esagerato, aumentando il carico che sopporteremmo normalmente. Naturalmente ci deve essere un ottimo accordo con il compagno, in modo che ci sia una sinergia perfetta sull'aiuto che lui deve dare nella fase positiva (senza esagerare perché l'esercizio non lo deve svolgere lui) e su quanto deve spingere sul carico nella parte negativa dell'esercizio, facendo in modo di produrre la forza esattamente necessaria per aumenare il nostro sforzo, senza danneggiarci fisicamente.
La fase negativa degli esercizi, contribuisce ad aumentare notevolmente la nostra forza, soprattutto dei tendini. Non abusiamo, però, di questa tecnica, perché invece di esserci utile, potrebbe portarci in sovrallenamento in breve tempo e farci quindi perdere forza e massa invece che guadagnarla. Utilizziamola in alcuni periodi e nell'ultima serie degli esercizi pesanti.
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